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  • Marianna Pontini

Naturopatia al femminile


Nella donna coesistono tantissime forze...quando sono in equilibrio alla esprime il meglio di sè

Dolori mestruali, sindrome premestruale, climaterio, disturbi della menopausa, depressione post partum... Sono davvero tanti i piccoli grandi disagi che accompagnano la vita di una donna. Cosa può fare la naturopatia per aiutarla a vivere in pieno e serenamente la sua femminilità?


Ci sono situazioni in cui il dolore è giustificato da un problema organico oggettivo, ma il più delle volte il malessere non ha una vera e propria causa fisica e, anche se fisiologicamente previsto come i crampi durante il ciclo mestruale, viene vissuto con grande sofferenza e fatica. La natura offre moltissimi rimedi che possono aiutare in queste situazioni, ma poichè ognuna è a sé stante, non mi dilungherò su questa parte.

Trovare il preparato erboristico più adatto o il giusto rimedio minerale o il fiore di Bach più appropriato, infatti, rappresenta la parte più facile del lavoro. Il vero percorso per ridurre l’intensità dei disturbi femminili, inizia con l’accettazione della propria natura di donna. Sembra una banalità, ma vi posso assicurare che non è così. Nella mia cassetta degli strumenti naturopatici, grande posto ha il test kinesiologico, ovvero un test che rivela, attraverso la risposta muscolare, gli squilibri energetici presenti nel nostro corpo; personalmente, utilizzo il test dell’O-ring, che sfrutta, come muscoli indicatori, quelli di pollice e indice chiusi ad anello. Come funziona? In condizioni normali, i muscoli sono tonici e forti, perciò resisteranno al tentativo dell’operatore di aprire le dita dell’assistito; in caso di stress invece, la forza muscolare viene meno e ciò può succedere se si viene a contatto con un cibo mal tollerato, con una sostanza di per sé pericolosa o se si mette la persona nelle condizioni, consapevoli o meno, di essere sotto stress.


Ritorniamo alla donna e alle sue magagne: se, ad esempio, viene in studio una ragazza che, da un punto di vista ginecologico, non presenta particolari problemi, ma che soffre terribilmente durante il ciclo, posso valutare, attraverso il test kinesiologico, quanto si trova a suo agio nell’essere femmina, facendole pronunciare alcune frasi (“sono felice di essere femmina”, “sono felice di poter avere dei figli” sono solo gli esempi più banali...) e osservando la sua risposta muscolare. Questo tipo di test apre la porta a tutta una serie di considerazioni: tutte noi, abbiamo un bagaglio storico e familiare di orrori che ci hanno convinte che essere femmine non sia poi così vantaggioso. Donne negate, zittite, picchiate, violentate, private di diritti, senza possibilità di accedere agli studi e al mondo del lavoro... tutto ciò ha fatto sì che la condizione femminile possa essere vissuta con molta difficoltà, proprio perchè caricata di un significato molto più profondo. Quante di noi hanno avuto mamme, nonne, bisnonne o parenti che sono state costrette a vivere nell’ombra, senza la possibilità di esprimersi liberamente? Quante hanno avuto figli anche se non li volevano? Quante sono state costrette ad abbandonare gli studi o il lavoro per sposarsi e dedicarsi alla famiglia, senza avere avuto prima la possibilità di realizzarsi personalmente? Quante sono state considerate di poco valore, solo perchè non hanno avuto la possibilità di procreare? Quante hanno potuto vivere con gioia e libertà la propria sessualità? Le memorie passate fanno sì che il livello di stress, quando si vivono situazioni legate a questi temi (possibilità di generare, gravidanza, menopausa), sia molto elevato e dunque il corpo reagisce con un’intensità superiore rispetto a quella che sarebbe fisiologicamente prevista.


Il lavoro svolto insieme al naturopata ha il fine di costruire una nuova immagine di noi stesse, più libera da ciò che la società si aspetta, pretende o pensa che sia giusto per noi. Non esiste “la vera donna”, esiste solo la donna che ciascuna di noi vuole essere, con tutti i desideri e le aspirazioni che porta nel cuore. Il primo passo è quello di sospendere il giudizio verso noi stesse (e le altre donne) e iniziare a chiedersi che tipo di donna si vuole essere, indipendentemente dalle nostre storie passate e dalle altre donne presenti nella nostra vita. E questo può avvenire solo riconoscendo la nostra unicità e non paragonandoci alle altre. Solo quando l’anima trova equilibrio, il corpo può lavorare in modo armonico e non sente più il bisogno di manifestare con un sintomo fisico un disagio di tutt’altra natura.


N.B. Come sempre, il naturopata lavora su queste tematiche con gli strumenti e i rimedi tipici del suo mestiere; in presenza di forti traumi personali è consigliato l’intervento dello psicoterapeuta.

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