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  • Marianna Pontini

Perchè "secondo" cervello?

Aggiornato il: 6 giorni fa


secondo cervello

Oramai è diventato comune riferirsi all'intestino come al secondo cervello. Perchè? E qual è la relazione con il nostro primo cervello, ovvero l'encefalo? L'effetto dei pensieri e delle emozioni sui movimenti intestinali, infatti, è chiaro a tutti. D'altronde non si dice, ad esempio, "farsela addosso dalla paura"?. Ma la relazione inversa? Come fa l'intestino a influire su ciò che fa il cervello?


Il cervello enterico


La scoperta che nell'intestino sono presenti neuroni in grado di lavorare in modo parzialmente indipendente rispetto al cervello encefalico risale al XIX secolo. Tuttavia, per sentir parlare di "secondo cervello" dobbiamo aspettare gli anni '80 e gli studi di Michael Gershon. Questo studioso ha dimostrato, infatti, come l'intestino sia perfettamente in grado di portare avanti in autonomia tutta una serie di funzioni, come ad esempio i movimenti che permettono il transito del cibo all'interno di quest'organo.

Questo ha dato il via a una ricerca molto feconda sull'intestino, scoprendo un mondo molto affascinante, in cui le cellule umane non sono gli unici protagonisti. Infatti, in quest'organo avviene la parte più cospicua della digestione, l'assorbimento di nutrienti e la produzione di molecole importanti come la serotonina. Per portare aventi questi compiti però, abbiamo bisogno dell'aiuto dei microrganismo che ospitiamo nella pancia.


Ospiti graditi


La buona salute dell'intestino e la sua conseguente capacità di svolgere le sue funzioni al meglio, infatti, dipende anche dall'equilibrio della popolazione microbica che ospita. In altre parole, dipende dall'eubiosi, ovvero dai rapporti di buon vicinato che si stabiliscono tra le diverse specie che fanno parte del microbiota intestinale. Ho già parlato del microbiota e della sua importanza per il nostro stato di salute in un articolo dedicato (https://www.naturopatiarivoli.com/post/microbiota-e-salute). Mi preme sottolineare che il ruolo dei microrganismi che ospitiamo nella pancia è fondamentale anche per il benessere del nostro primo cervello, ovvero quello che sta nella testa. Per questo si parla di asse microbiota-intestino-cervello (https://www.microbiologiaitalia.it/batteriologia/il-ruolo-del-microbiota-intestinale-nella-salute-mentale/).


Primo e secondo cervello


Che i nostri pensieri e le nostre emozioni abbiano un effetto sull'intestino è risaputo. Chi, infatti, non ha mai sperimentato la famosa cagarella prima di un esame o una prova importante? Ma sapevate che alcune forme depressive originano da una disbiosi, ovvero da uno squilibrio del microbiota intestinale?

Se, infatti, diamo per scontato che l'encefalo controlla tutti i nostri organi, è più difficile accettare il fatto che possa esso stesso essere influenzato da ciò che succede nella pancia . E' già sufficientemente sconvolgente scoprire che il nostro intestino può funzionare con una certa indipendenza rispetto al cervello. Ancora di più lo è scoprire che il suo stato di benessere (o malessere), influisce anche sul nostro tono d'umore e su alcune nostre scelte, come quelle alimentari. Molte delle molecole che vengono prodotte nell'intestino, grazie anche all'aiuto del microbiota, intervengono nel funzionamento cerebrale e comportamentale. Un caso risaputo è la già citata serotonina, il cosidetto ormone della felicità. Meno conosciuta è invece la scoperta che un'alimentazione ricca di cibo spazzatura seleziona le specie di microrganismi del microbiota che "ci fanno venire voglia" di mangiare alimenti di quel tipo, innescando un circolo vizioso. Ecco quindi che la scelta di ciò che mettiamo nel piatto non è proprio del tutto autonoma!

Ha quindi senso parlare di primo e secondo cervello?


Una mia personale riflessione


L'argomento dell'asse microbiota-intestino-cervello è complesso e non è il caso di entrare in maggiori dettagli. E' sicuramente stupefacente osservare come tutte le parti del nostro corpo comunicano fittamente tra loro e con i microrganismi che ospitiamo, influenzandosi a vicenda.

Studiando questi argomenti, mi sono trovata più volte a chiedermi se l'intestino fosse il secondo cervello o il primo. Questo organo infatti è molto sofisticato, anche in quegli animali che non hanno una corteccia cerebrale sviluppata come la nostra. In più, è comune l'espressione "sentire con la pancia" o "ragionare di pancia". In questo senso, posso riportare un'esperienza diretta. Quando mi sono trovata a un bivio nella mia vita, in cui dovevo scegliere un percorso lavorativo o un altro, ho sperimentato un netto conflitto, in cui il mio istinto diceva una cosa, mentre la mia mente razionale ne diceva un'altra. In quell'occasione, decisi di dare ascolto al capo, ritrovandomi fortemente insoddisfatta e cambiando completamente strada dopo qualche mese. La cosa sorprendente è che in fin dei conti, sapevo già che sarebbe andata così.

Mi chiedo, quindi, se quell'intuizione che ci fa propendere per una scelta piuttosto che un'altra, che ci rende istintivamente diffidenti rispetto a qualcuno o a qualcosa, non nasca effettivamente dalla pancia. E dal suo modo unico di processare gli eventi e di raccogliere informazioni che risultano chiare alla testa solo in un secondo momento.


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