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  • Marianna Pontini

Infertilità: perché rivolgersi a un counsellor?

Aggiornamento: 23 mar


infertilità

L'infertilità e la sterilità rappresentano ancora un tabù per molte persone. Per questo motivo, se ne parla poco e sottovoce. Questo silenzio ha le radici in motivi diversi: paura del giudizio, vergogna, non sentirsi compresi...


Tuttavia, meno se ne parla e meno si sensibilizza all'argomento. Moltissime coppie , infatti, si sono sentite dire almeno una volta "Ma cosa aspettate a fare un figlio?!" "Guarda che il tempo passa". "E noi quando diventiamo nonni?!"


Ovviamente, per chi è alla ricerca di una gravidanza, senza successo, questi commenti sono sale sulle ferite aperte.


L'infertilità, infatti genera una vera e propria crisi biopsicosociale.


Infertilità e il corpo traditore


Il primo impatto dell'infertilità ricade sul fisico. Infatti, per capire cosa non va, si inizia una serie di test, esami, prelievi e valutazioni, alla ricerca del problema.


Il sentimento più diffuso, quindi, è quello di tradimento da parte del corpo, specialmente in coloro che se ne prendono particolare cura.


Com'è possibile che nonostante l'attenzione all'alimentazione, il consumo moderato di alcol, lo sport e l'abbandono del vizio del fumo qualcosa ancora non va?! E la sensazione di tradimento è ancora più forte qualora non si riuscisse a risalire a una causa (infertilità idiopatica).


Questo porta percepire il corpo come rotto, come non funzionante e difettoso.


Diventa quindi importante recuperare un'immagine di sé più completa e gentile, che tenga presente dell'insieme e non solo del vuoto (nella pancia e nel cuore) che l'infertilità crea (https://www.naturopatiarivoli.com/post/infertilit%C3%A0-e-mindfulness).


La montagna russa emotiva


Quando si cerca invano una gravidanza e a maggior ragione quando arriva la diagnosi di infertilità, si sale su una vera e propria montagna russa di emozioni. Rabbia, aspettative, delusione, vergogna, senso di colpa, impotenza, senso di ingiustizia, paura di impazzire, difficoltà a gestire le piccole cose della vita di tutti i giorni...


Queste sono solo alcune delle emozioni che la coppia sperimenta.


A tal proposito, vale la pena ricordare che, in linea generale, uomini e donne reagiscono ed esprimono il dolore in modi anche diametralmente opposti.


Per questo motivo, è importante prestare particolare attenzione alla relazione e alla comunicazione tra i partner.


Mettere in parole ciò che si ha dentro, non è sempre facile, ma è fondamentale per permettere all'altro di guardare il mondo dal proprio punto di vista.


Mantenendo la comunicazione il più aperta e onesta possibile, si riduce il rischio di una frattura troppo profonda nella coppia, che potrebbe portare alla rottura completa.


Gli altri: risorse o ostacoli?


Arriviamo quindi all'area sociale della crisi che l'infertilità genera. Le relazioni sociali con amici e parenti potrebbero, infatti, diventare complicate da gestire, al di là dei commenti sopra citati.


In particolare quando la coppia si sente giudicata dagli altri e non trova negli affetti più cari il supporto e l'ascolto che desidera. Stare vicino a chi vive l'infertilità, infatti, non è sempre facile, spesso non si trovano le parole giuste e si rischia di cadere nel giudizio o nei luoghi comuni.


Inoltre, l'annuncio di nuove gravidanze potrebbe essere accolto con sofferenza e senso di colpa, qualora non si riuscisse ad essere genuinamente felici per gli altri.


Questo porta a un ritiro sociale sempre più importante, con la conseguente rinuncia alle occasioni in cui si rischia di avere a che fare con bambini e pancioni.


Infertilità: perché rivolgersi a un counsellor?


Per tutte queste ragioni e tante altre, il counselling rappresenta una risorsa molto preziosa per le coppie che vivono l'infertilità.


Che sia un percorso individuale o di coppia, il counselling sostiene la persona nell'affrontare le sfide che questa patologia pone.


Durante gli incontri, infatti, si ha la possibilità di mettersi in contatto con il proprio sentito, imparando ad esprimerlo. Si fa chiarezza nei pensieri, mettendo in risalto le risorse individuali e sociali già presenti e potenziando quelle che invece scarseggiano.


Inoltre, il counsellor può avere la funzione direttore del traffico comunicativo, riducendo il rischio che eventuali fraintendimenti allontanino i partner in modo irreparabile.


Così facendo, si individua la soluzione e la strada da percorrere che si ritiene più adatta.


Nello specifico, l'approccio che caratterizza il percorso che propongo è multidisciplinare. Il classico colloquio di counselling, infatti, viene integrato e arricchito con gli strumenti della naturopatia e della mindfulness (https://www.naturopatiarivoli.com/post/cos-%C3%A8-il-counselling-naturopatico).


L'eventuale ricorso a rimedi naturali, gli esercizi e le pratiche di gestione dello stress che suggerisco (https://istitutonemi.com/2019/03/05/il-potere-del-pensiero/) mi permettono di sostenere la persona su tutti i piani: fisico, emozionale e mentale.


Infine, posso fare affidamento sulle risorse interiori che ho coltivato nel percorso che in primis ho fatto per superare il dolore dell'infertilità e del fallimento della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Questo fa la differenza, perché le persone che si rivolgono a me per questa problematica si sentono comprese fino in fondo e trovano in me un sostegno valido e autentico, che deriva dall'essere uscita per prima dal buco nero in cui l'infertilità risucchia.

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