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  • Marianna Pontini

La naturopatia come strumento di prevenzione primaria



Prevenire è meglio che curare , si sa da sempre. E quella primaria è la migliore forma di prevenzione, perchè si rivolge a un pubblico sano, in modo da incentivare e promuovere le attività e le abitudini che mirano a conservare lo stato di salute e a evitarare l’insorgere della malattia. Si può utilizzare un altro termine: salutogenesi, ovvero ciò che genera salute. La naturopatia ha come principale campo di azione proprio la salutogenesi, perchè si rivolge in prima battuta a persone sane o comunque con disequilibri che possono rientrare nella normale fisiologia seguendo pochi accorgimenti.


Perchè una persona sana dovrebbe andare dal naturopata? Quale può essere il motivo che la spinge a intraprendere un percorso naturopatico in assenza di sintomi eclatanti? La definizione di salute fornita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è profondamente cambiata nel corso degli anni, passando da “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non soltanto assenza di malattia o di infermità" (1948) a “la capacità di adattamento e di autogestione di fronte alle sfide sociali, fisiche ed emotive” (2011). Il cambiamento, o meglio l’ampliamento della definizione, riflette il differente approccio che si ha nei confronti della salute al giorno d’oggi, che passa da una condizione statica, quasi passiva, di assenza di disagio a una posizione più attiva, in cui l’individuo prende parte al processo di adattamento e di mantenimento dello stato di benessere. Proprio in questo senso, la figura del naturopata può essere un ottimo punto di riferimento. Affrontare le nuove sfide che la vita ci sottopone quotidianamente non è mai facile, ma vero è che più passa il tempo e più risulta difficile il cambiamento, di abitudini, di punti di vista... Il percorso che si compie con il naturopata ha in primis l’obiettivo di raggiungere una maggiore consapevolezza di sè, del proprio corpo, dei suoi bisogni e anche delle emozioni che ci rendono vivi e la profonda conoscenza di sè permette un’autogestione più armoniosa e in sintonia con il proprio essere. Se il disagio, fisico o emotivo che sia, viene “spento” negando il dolore o il disagio, al corpo non resterà altra scelta se non quella di alzare sempre di più la voce, fino a urlare il suo malessere. Se invece ci si mette in ascolto, è facile intervenire alle prime avvisaglie, in modo tale da recuperare l’equilibrio in tempi più brevi e con rimedi meno invasivi.


In quest’ottica è possibile parlare di prevenzione primaria, in quanto l’approccio naturopatico mira soprattutto a modificare i comportamenti e gli atteggiamenti che portano a determinati squilibri e a promuovere invece quelli che accrescono lo stato di benessere. Se ci si concentra solo sul sintomo, si perde la visione d’insieme dell’essere umano e di tutte le parti che concorrono al suo stato di benessere, rischiando di spegnere solo una spia di allarme, senza intervenire sulle cause. Il paragone che si cita spesso è quello della spia luminosa dell’auto che indica un problema al motore: non è sufficiente vederla (o peggio ancora metterci sopra un adesivo!), bisogna fermarsi e ispezionare il motore, se non si vuole rischiare di rimanere improvvisamente a piedi.

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