Cerca
  • Marianna Pontini

Il linguaggio del corpo

Aggiornato il: giu 9


Se nascondiamo il dolore non capiremo mai cosa ci sta sotto

Solitamente la lettura del linguaggio del corpo viene fatta per capire cosa pensa o sente la persona che ci sta di fronte, ma siamo in grado di interpretare i messaggi che il nostro stesso corpo ci manda? Quali segnali ci invia per comunicare un disagio o un bisogno?


Il disagio come messaggio


Tutti noi conosciamo bene l’insistenza dei brontolii dello stomaco quando abbiamo fame. Oppure i sudori freddi che derivano dalla ritenzione di urina per tempi decisamente troppo lunghi. La via preferenziale che il corpo utilizza per farsi ascoltare è il disagio, a volte persino il dolore. Quando mangiamo troppo, sarà normale provare un senso di pesantezza e di bruciore. Se dormiamo poco saremo facilmente più distratti e irritabili. A una situazione che ci crea agitazione, il nostro intestino potrà reagire aumentando la sua motilità. Ciò che ho notato nella mia esperienza, è che spesso questo disagio non viene ben tollerato e si ricorre immediatamente a un farmaco per farlo tacere.


Per tornare agli esempi precedenti, se dopo un’abbuffata lo stomaco soffre, l’assunzione dell’antiacido spegne quel segnale, aumentando le probabilità che si ecceda nuovamente. Ma va da sè che se non basta un sussurro per farsi ascoltare, il nostro corpo ricorrerà a disturbi sempre più forti, fino a quando non saremo costretti a prestargli attenzione.

Ma come si fa quando la causa del disagio è di origine emotiva, sociale o relazionale?


L'anima parla attraverso il corpo


In questo senso, l’approccio naturopatico pone grande attenzione all’interpretazione analogica del disagio. La visione che si adotta è quella olistica, perciò mente e corpo sono considerate un tutt’uno, capaci di influenzarsi reciprocamente. Con gli studi della PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (PNEI), anche la biomedicina dimostra l’importanza degli aspetti psicosociali sulla salute degli individui. Ciò che personalmente ho trovato particolarmente utile, è la valutazione simbolica della problematica, tipica della naturopatia. Mi spiego meglio, rimanendo sull’esempio dello stomaco. Se mangio dieci bomboloni fritti e poi si presenta il bruciore di stomaco riesco facilmente a fare il collegamento tra la causa e l’effetto. Tuttavia, se c’è una situazione o una persona che “proprio non mi va giù”, se ho “un peso sullo stomaco” o rimugino su qualcosa che “mi è rimasto sullo stomaco” è possibile che sia proprio questo l’organo a soffrire maggiormente.


Il linguaggio del corpo è complesso


Lungi dal voler fornire una spiegazione semplicistica a tutti i nostri mali, questo modo di pensare rappresenta uno strumento in più per raggiungere una maggiore consapevolezza e una visione della nostra salute veramente olistica. Nella mia esperienza, personale e lavorativa, ho apprezzato moltissimo i benefici che questa specie di bussola mi ha portato, cogliendo più in fretta i segnali di fatica, di preoccupazione, di malcontento e agendo di conseguenza. In questo il dolore diventa un alleato, per poter correggere il nostro atteggiamento il prima possibile e ritrovare presto l’armonia.


NB. In questo articolo parlo dei piccoli grandi dolori che caratterizzano la nostra vita quotidiana, senza riferirmi alla sofferenza provocata da patologie gravi. In più, non si vuole assolutamente sminuire l’importanza dei farmaci, che però in situazioni comuni è auspicabile che rimangano l’ultima risorsa.


Potrebbero interessare anche:

https://www.naturopatiarivoli.com/post/allergie-e-intolleranze-cosa-ci-d%C3%A0-fastidio

https://www.naturopatiarivoli.com/post/naturopatia-al-femminile

https://istitutonemi.com/2019/07/25/educazione-emozionale/

15 visualizzazioni
 

3470563039

©2018 by dott.ssa Marianna Pontini - Kinesiologia emozionale e naturopatia. Proudly created with Wix.com