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  • Marianna Pontini

La comunicazione diventa biologia



Quando pensiamo alla comunicazione ci vengono in mente parole, gesti, social media… tutto tranne che la biologia. Ma siamo sicuri che la nostra comunicazione non abbia un effetto sul nostro organismo?


Comunicazione e biologia

Lo sapevate che se dei bambini vengono allevati prendendosi cura dei loro bisogni fisiologici (cibo, acqua, calore, riparo), ma senza rivolgere loro la parola non si sviluppano correttamente e muoiono (https://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/cibamente/2018/04/07/news/morire_per_fame_di_contatto-193234386/)?

E se vi dicessi che la vostra allergia può migliorare dopo una “cura” di baci e carezze audaci (https://www.eurosalus.com/rinite-allergica-o-raffreddore-da-fieno/curare-le-allergie-con-tanti-baci-le-coccole-da)?

Come reagireste alla notizia che l’arte, intesa come parole, colori, musica, influisce sui nostri processi cellulari (https://www.youtube.com/watch?v=KLuX271nCDg&ab_channel=TEDxTalks)?


Comunicazione cellulare

La comunicazione nel mondo vivente è fondamentale. Dall’organismo unicellulare che capta i segnali ambientali e, ad esempio, si muove verso una fonte di cibo, fino al sofisticato e complesso dialogo che avviene tra le cellule del nostro organismo. Ogni singola cellula, infatti, deve saper ricevere e inviare messaggi non solo alle cellule vicine, ma anche a grande distanza. Ovviamente, questa comunicazione deve essere armonica ed equilibrata. Né troppo né troppo poco. Ma come fanno le cellule a parlarsi tra loro? Lo fanno attraverso ormoni, neurotrasmettitori, modulatori dell’infiammazione, fattori di trascrizione…

E la comunicazione tra gli organismi invece?


L’uomo è un animale sociale

Tutti sanno che cellule uguali tra loro devono comunicare in modo coordinato per svolgere la funzione tipica di un tessuto. Allo stesso modo, è fondamentale che anche gli individui di un tessuto relazionale, familiare, sociale comunichino in modo armonico ed efficace. In più, gli esseri umani sono capaci di comunicare anche attraverso forme artistiche che raggiungo davvero livelli di intensità e grandezza stupefacenti. Sarà capitato a tutti di commuoversi ascoltando una musica particolarmente toccante o patire insieme all’eroe o eroina di un’opera verdiana o di una tragedia di Shakespeare.

Ma quanto contano le parole e i gesti per la nostra salute? E quanta attenzione dedichiamo al nostro modo di comunicare?


L’intenzione oltre le parole

Voglio raccontarvi un episodio che mi è successo quando ero una ragazzina. Avevo poco più di 15 anni e la mia nipotina aveva pochi mesi, forse 6 o 7. Era nel suo ovetto poggiato sul tavolo e avevamo passato una mezz’ora buona a farci versi e smorfie, con grandi risate bavose. Piano piano i suoi occhi si sono fatti sempre più pesanti, fino a chiudersi nel tutto. Proprio mentre stava scivolando nel sonno, suonò il telefono. Ovviamente si svegliò di soprassalto, pronta a dare fiato ai polmoni con un poderoso urlo di spavento. In quel momento mi sono avvicinata al suo orecchio e le ho sussurrato “È solo il telefono, non ti preoccupare”. Immediatamente il suo visino si è rilassato ed è tornata dopo poco tra le braccia di Morfeo, risparmiando i miei timpani. Non poteva aver compreso il messaggio della mia frase, era troppo piccola. Ma il suo fisico ha reagito all’intenzione della mia voce. E la sua reazione è stata fisiologica: ha rilassato i muscoli, il cuore ha rallentato e il segnale di allarme mediato da ormoni e neurotrasmettitori si è spento.


Comunicazione mindful

Nella storia che vi ho raccontato, potete ben vedere come il mio intervento immediato è stato possibile perché tutta la mia attenzione era focalizzata sulla mia nipotina. La stavo osservando scivolare nel sonno. Ero completamente presente.

A quanti di voi capita di avere la stessa attenzione durante una normale conversazione? Quanti, nel momento in cui gli animi si accendono, smettono di ascoltare ciò che l’altro dice e si concentrano invece sulla risposta che vogliono dare? Dov'è la nostra mente, mentre l'altro parla?

A questo punto mi chiedo: quanta attenzione viene prestata alle parole che si dicono e all’intenzione di cui si caricano? Quanto siamo mindful mentre parliamo?


Comunicazione e salute

Se però abbiamo detto (e la scienza lo dimostra) che le nostre cellule reagiscono al modo di comunicare, quali possono essere, a lungo andare, gli effetti sulla nostra salute di litigi, urla e insulti? Pensate alla vostra esperienza quotidiana: dopo, ad esempio, una lite, riuscite a digerire bene o qualsiasi cosa vi rimane sullo stomaco? Vi addormentate con facilità o vi girate e rigirate nel letto ripensando a cosa è successo? Correte in bagno o vi viene mal di testa?


Counselling naturopatico

Non è facile riuscire sempre a comunicare nel modo corretto, vero? Tante volte le parole che usiamo non esprimono veramente ciò che sentiamo e l’attenzione viene sviata verso problemi secondari. Oppure i nostri gesti contraddicono ciò che esce dalla nostra bocca.

Durante gli incontri con i miei clienti, integro gli strumenti della naturopatia e l’approccio olistico che la caratterizza, con le tecniche di counselling. Il fine, è regolare il traffico della comunicazione, sia tra le diverse parti di noi stessi (corpo, pensieri, emozioni e spirito) sia con le persone che fanno parte della nostra vita.

Se, infatti, vogliamo parlare di salute e prevenzione primaria, non possiamo trascurare la comunicazione. Perché… “il verbo si fa carne”.


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