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  • Marianna Pontini

Chi ha paura del cambiamento?

Aggiornato il: giu 9


Perchè è così difficile attuare un cambiamento? Quale può essere la giusta leva su cui fare forza, affinchè i buoni propositi si possano concretizzare?


Buoni propositi di cambiamento


Ogni anno, per Capodanno, puntali come un orologio svizzero si leggono sui social i vari resoconti dell’anno appena trascorso. E immancabilmente si stila una lista, fisica o mentale che sia, dei famosi buoni propositi. Da quest’anno... Mangio meglio, mi iscrivo in palestra (e ci vado!), smetto di fumare, trovo più tempo per me, produco meno rifiuti e chi più ne ha più ne metta. Con il passare dei giorni però l’entusiasmo iniziale cede il passo alla routine, la fretta e gli impegni quotidiani prendono il sopravvento. Insomma, la vita torna molto spesso quella di sempre. Perchè?


La naturopatia come percorso di cambiamento


Come naturopata, a fronte di qualsiasi problematica che mi viene presentata, il mio obiettivo è quello di cercare di arrivare a un’eventuale causa che porta allo squilibrio, agendo su di essa. In tal modo, si può risalire alla vera origine del disagio e non ci si concentra solo sulla sua manifestazione. Faccio un esempio per chiarirmi. Se ho problemi di reflusso, appurata l’assenza di cause organiche, la soluzione non sta (solo) nel trovare il rimedio naturale più efficace. Quello è il primo gradino, ovvero aiutare il fisico per evitare che il danno organico alla lunga si crei. Il lavoro vero, quello più utile e duraturo è quello di andare all’origine del problema, valutando in primis l’alimentazione e il livello di stress (https://www.naturopatiarivoli.com/post/stress-un-approccio-olistico).


Già, perchè se il reflusso è causato o aggravato da un continuo stato di tensione, i rimedi per lo stomaco agiscono fintanto che li si assume, ma quando si smette il problema si ripresenta. E in ogni caso, questo tipo di ragionamento non dovrebbe essere quello del naturopata. Infatti, così facendo non si valuta la persona nel suo insieme, ma solo un suo organo. Un approccio decisamente meccanicistico e non olistico. Una volta individuati i possibili fattori scatenanti, non resta che lavorarci su. Quindi va da sè che un certo grado di cambiamento è necessario. Molto spesso però, capita di incontrare grandi resistenze, accompagnate da molte scuse. Non ho mai tempo per cucinare bene, non riesco a prendere le cose con più leggerezza, eh ma io sono fatto così... (https://istitutonemi.com/2019/10/31/resistenza-al-cambiamento/).


Gli ostacoli al cambiamento


Io mi sono spesso scontrata con queste difficoltà e in alcuni casi le mie obiezioni non si reggevano molto bene in piedi. A essere onesti a volte è proprio solo una questione di abitudine e pigrizia. Attenzione, non sto parlando di cambiamenti radicali, soprattutto per quanto riguarda l’approccio alla vita e alle relazioni, che potrebbero necessitare di un percorso un po’ più complesso, magari con uno psicoterapeuta. No, sto parlando dei piccoli cambiamenti che ognuno di noi può fare per stare meglio. Pensare come ampliare il proprio menù per renderlo più vario e più salutare, fare attenzione agli imballaggi dei prodotti che acquistiamo per ridurre la quantità di plastica da riciclare, imporsi di “stare nel momento” per goderselo veramente.

In effetti, uno dei motivi che, per quello che ho potuto personalmente constatare, frena il cambiamento è la poca “presenza” con la quale affrontiamo la vita quotidiana. Facciamo le cose in maniera automatica e abitudinaria, un po’ come se avessimo il paraocchi e questo impedisce di vedere nuove strade, nuove possibilità.


L'aiuto della mindfulness


Uno degli strumenti che la naturopatia offre per aumentare la consapevolezza di sè e di ciò che ci circonda consiste nelle tecniche mindfulness. Questo tipo di esercizi ci permette di metterci in ascolto ed entrare in contatto prima di tutto con il nostro corpo, con i suoi bisogni, le sue tensioni, i suoi disagi. Ascoltare è il primo passo per capire cosa il corpo ci vuole dire. Significa anche prestare attenzione ai dettagli, alle sfumature e cercare di trovare nuove soluzioni, nuove strategie. Una volta che il nostro livello di attenzione sale, viene istintivo applicarlo anche ad altri ambiti della vita quotidiana. Ad esempio, al supermercato, al posto di mettere meccanicamente nel carrello i soliti prodotti, prendiamo in considerazione delle alternative. In ufficio quando si presenta il bruciore di stomaco, anziché mandare distrattamente giù una pastiglia (naturale o di sintesi che sia) possiamo fare degli esercizi di respirazione per allentare la tensione e così via.

Può sembrare un discorso banale, ma paradossalmente a volte è più facile fare dei grandi cambiamenti piuttosto che sistemare quelle tante piccole cose che nella vita quotidiana potrebbero essere migliorate. Tuttavia, quando parliamo di prevenzione intendiamo proprio questo, ovvero agire prima che sia necessario correre ai ripari, magari con l’aiuto del medico o di altri specialisti. Perchè mentre il dolore e il disagio sono dei grandi motivatori, è più difficile cambiare quando sembra che tutto vada bene.

Slowly, but surely


Il consiglio che dò ai miei assistiti però è quello di concentrarsi su un obiettivo alla volta e raggiungerlo. quando diviene un’abitudine passare a quello successivo e così via. Perchè trovarsi nella condizione di rivoluzionare interamente il proprio stile di vita può scoraggiare e la demotivazione porta alla rinuncia. Se veramente vogliamo apportare dei cambiamenti che siano duraturi, è necessario procedere per gradi, ma con fermezza e determinazione. Ogni cammino, anche il più lungo, inizia con il primo passo.

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