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  • Marianna Pontini

La naturopatia funziona?

Aggiornato il: giu 9


“Ma la naturopatia funziona?” Quando le persone mi chiedono informazioni riguardo il mio lavoro, molto spesso questa domanda viene spontanea. Tuttavia, la risposta non può limitarsi a un sì o un no secco, deve essere un po’ più articolata.


Funziona?


La domanda risulta legittima, anche perchè se la si pone a Google è comune imbattersi in articoli che criticano aspramente la naturopatia e le sue pratiche (https://istitutonemi.com/2019/05/16/cerchi-un-buon-naturopata-non-uno-stregone/). Non dimentichiamoci che gli strumenti a disposizione del naturopata sono estremamente vari. Ecco quindi che alcuni possono trarre maggiori benefici dai fiori di Bach, mentre per altri sono acqua fresca. Per qualcuno la dinamica mentale può essere di grande aiuto, per altri risulta essere molto difficile. Infine, c’è chi è più ligio nel prendere i rimedi, chi invece è più distratto (https://www.naturopatiarivoli.com/post/che-lavoro-fa-un-naturopata).

Quindi, vale la pena rivolgersi a un naturopata o no?


L'ambito d'intervento della naturopatia


Come già spiegato in altri articoli, il principale campo di azione del naturopata è la prevenzione primaria e la salutogenesi (https://www.naturopatiarivoli.com/post/cos-%C3%A8-la-naturopatia). Quando la problematica (fisica o emotiva) si fa più grave, è necessario svolgere un lavoro insieme ad altri professionisti. Purtroppo non sempre questo accade. Ecco perchè alcuni naturopati vengono, giustamente, accusati di sostituirsi ai medici e soprattutto di sconsigliare le terapie convenzionali.

Quando siamo in presenza di una disfunzione o di una sindrome, come può essere il cosiddetto colon irritabile, la naturopatia può essere un grande aiuto. In particolare, perchè il suo approccio si basa su una visione globale dell’essere umano. Rimanendo sull’esempio del colon irritabile, in base all’esito dei classici esami che solitamente si conducono, si può agire su molti fronti. Prima di tutto, cercando di ripristinare l’equilibrio intestinale. Questo obiettivo, piuttosto ambizioso per certi versi, non si raggiunge consigliando solo dei rimedi, ma curando l’alimentazione, la gestione dello stress, abbandonando cattive abitudini come il fumo e l’eccesso di caffè e alcol ecc (https://www.naturopatiarivoli.com/post/la-sindrome-dell-intestino-irritabile-l-approccio-naturopatico). Questo richiede una valutazione complessiva della persona, con tutte le sue difficoltà, i suoi vizi e le sue compensazioni.


La complessità della salute


In sintesi quindi, la naturopatia funziona se la persona è disposta a fare un percorso di cambiamento: di stile di vita, di gestione delle emozioni, di punto di vista riguardo la salute. Siamo troppo abituati a pensare che per ciascun sintomo ci possa essere una pillolina (naturale o di sintesi che sia) in grado di farci stare meglio, ma questa è una visione estremamente riduttiva. La nostra salute dipende da moltissimi fattori e spesso il dolore serve proprio per farci capire quando qualcosa non va. Se viene ignorato, deve farsi sentire con più forza, fino a quando le soluzioni proposte dal naturopata non sono più sufficienti. Paradossalmente però, è proprio in questi momenti che molti si rivolgono al naturopata, un po’ come ultima spiaggia.

Un altro fattore indispensabile per l’esito positivo di un percorso nauropatico è la pazienza. Il corpo ha i suoi tempi di recupero e di ripristino dell’equilibrio; va da sè quindi che un organismo sofferente e già impegnato a smaltire un buon numero di farmaci necessita di più tempo per migliorare. In più sappiamo bene quanto sia difficile cambiare abitudini e quanto tempo e sforzo richieda.


La naturopatia funziona, ma il protagonista sei tu


È necessario assumersi maggiormente la responsabilità della nostra salute, senza delegarla ad altri che “ci devono risolvere il problema”. Ecco perchè, personalmente, ho trovato grande beneficio nel percorso naturopatico, durante il quale si impara ad ascoltarsi, a capirsi e a correggersi ai primi segni di disarmonia. E ciò che s’impara, rimane per sempre. Ritengo che, se fatto bene, "il sentiero della natura" non sia solo un percorso di salute, ma anche di crescita personale.

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