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  • Marianna Pontini

La sindrome dell’intestino irritabile: l’approccio naturopatico


La sindrome dell’intestino irritabile (SII o IBS, dall’inglese Irritable Bowl Syndrome) è un disturbo molto comune, che affligge circa il 10-15% della popolazione. Le sue cause sono ad oggi ancora sconosciute, perciò diventa necessario gestire il problema e in questo la naturopatia può essere di grande aiuto. I principali disagi che vengono lamentati sono crampi, gonfiore e flatulenza, variazione della frequenza di evacuazione e della consistenza delle feci. Altri sintomi che possono essere associati sono depressione, difficoltà di concentrazione, cefalea, ansia e astenia. A differenza di altre patologie a carico dell’intestino, nonostante la disfunzionalità, non si evidenziano alterazioni strutturali, come l’appiattimento dei microvilli, tipico ad esempio della celiachia.


Poichè non esiste una causa precisa, l’approccio che deve essere adottato per poter aiutare le persone che soffrono della SII deve necessariamente essere di tipo olistico, ovvero bisogna tenere in considerazione le abitudini alimentari, lo stile di vita, ma anche le componenti emotive dell’individuo. Se è vero infatti che la SII può insorgere in seguito a una gastroenterite, è altrettanto vero che lo stress e le preoccupazioni quotidiane non possono che peggiorare il disturbo. Infatti, il primo risultato fisiologico indotto dallo stress, a prescindere dalla sua fonte (alimentazione scorretta, inquinamento, fumo, emozioni negative...) è l’infiammazione.


Come può essere di aiuto il naturopata per chi soffre di SII? Al di là dei consigli sull’alimentazione, ci sono ottimi rimedi erboristici che possono dare sollievo, sia in caso di crampi sia in caso di gonfiore addominale. La melissa ad esempio, è conosciuta per le sue proprietà sedative del sistema nervoso, ma agisce anche sulla muscolatura liscia, contrastando i crampi e favorendo l’eliminazione dei gas. Anche l’olio essenziale di menta è un ottimo spasmolitico, ma deve essere assunto in compresse gastroresistenti, altrimenti può provocare o esacerbare il reflusso gastro-esofageo. Come sempre, si sconsiglia l’autoprescrizione e prima di assumere un preparato fitoterapico si invita a consultare il proprio naturopata, medico o farmacista.


Se però si vuole andare a lavorare più in profondità, è necessario valutare anche la componente emotiva e soprattutto potenziare la capacità di fare fronte allo stress. La risposta fisiologica allo stress è necessaria, proprio perchè il corpo deve velocemente reagire a uno stimolo; il vero problema della società odierna è lo stress cronico, che impone al fisico delle condizioni che alla lunga lo danneggiano. Eliminare gli stimoli dalla nostra vita è impossibile, sarebbe un’esistenza piatta e monotona. Lo stress positivo, quello che per intenderci possono provare gli atleti prima di una competizione o un personaggio pubblico prima di un discorso, è definito eustress; quello invece che è fonte di ansia e agitazione è detto distress. Esistono tecniche di dinamica mentale che derivano dalle tradizioni antiche che, se praticate con regolarità, migliorano la nostra capacità di affrontare le situazioni stressanti e di lasciare andare ciò che ci mette in difficoltà. Anche i rimedi più sottili come i fiori di Bach o i sali di Schüssler possono accompagnare la persona in un percorso di cambiamento e di scoperta di sè. Qualora le ferite dell’anima fossero particolarmente profonde, sarà cura del naturopata coscienzioso consigliare l’intervento di uno psicoterapeuta, con il quale è sempre possibile collaborare.


Da un punto di vista simbolico, l’intestino e il colon sono la sede dell’assorbimento e dell’assimilazione, non solo delle sostanze che sono state digerite, ma anche delle esperienze fatte. È l’organo del discernimento, tra ciò che ci può essere ancora utile e ciò che invece dobbiamo lasciare andare, pena un’intossicazione dell’organismo. Quanto stress deriva dalla nostra ansia di prestazione? Quanto incide ciò che gli altri pensano di noi sulla nostra serenità? Quanto siamo preoccupati di dover sempre essere “sul pezzo”? Ci permettiamo di vedere (e far vedere) anche gli aspetti che riteniamo più bui del nostro essere? Forse fare un po’ di ordine tra i pensieri che sono veramente utili per la nostra vita e la nostra crescita personale e quelli che invece rappresentano solo un ostacolo può essere di aiuto, anche per attenuare i sintomi della SII.


Come sempre, lo scopo di questo articolo non è quello di dare una spiegazione semplicistica di una sindrome che, come descritto, è complessa e multifattoriale. Gli aspetti da tenere in considerazione sono molti e tutti importanti, ma ciò su cui mi preme portare l’attenzione è la sempre maggiore necessità di un approccio olistico nei riguardi della salute. Non basta trovare un rimedio che lenisca i disturbi, ma è necessario guardare all’individuo nel suo insieme, aiutandolo anche a superare le difficoltà emotive e relazionali che, alla lunga, finiscono per rendersi manifeste a livello fisico. Per questo motivo sono fermamente convinta che il naturopata, se adeguatamente formato, possa rappresentare un ottimo punto di riferimento, in quanto dispone di molteplici strumenti che possono aiutare la persona su più livelli. Un naturopata rispettoso del suo assistito, sa anche quando è il caso di far intervenire altre figure professionali, collaborando insieme in sinergia per il massimo beneficio della persona di cui ci si prende cura.

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