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  • Marianna Pontini

Burn-out: prevenirlo con la naturopatia


Nel 2019 l'OMS ha inserito il burn-out nell'undicesima classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari connessi. Sebbene non sia una patologia vera e propria, il burn-out è una sindrome che spinge a rivolgersi al personale sanitario per via di svariati sintomi, correlati esclusivamente allo stress sul posto di lavoro. Poichè questa sindrome non si manifesta dall'oggi al domani, ci può essere ampio spazio per la sua prevenzione.


Cos'è il burn-out


L'OMS ha definito il burn-out una "sindrome concettualizzata come conseguenza di stress cronico sul posto di lavoro non gestito con successo". Questo significa che il disagio percepito è limitato esclusivamente alla sfera lavorativa e implica una sua malagestione.

I sintomi del burn-out sono principalmente tre:


  • esaurimento fisico e mentale

  • distacco crescente dal proprio lavoro

  • ridotta efficienza

Le ricadute del burn-out pesano tanto sui lavoratori, che vedono peggiorare il loro stato di salute psico-fisica, quanto sulla produttività e l'efficienza delle imprese, con prevedibile perdita di profitti.


Prevenzione del burn-out: il contributo della naturopatia


Il naturopata può avere un ruolo chiave nella prevenzione del burn-out per due principali ragioni: la prima è che la prevenzione primaria e la salutogenesi sono il suo principale campo di azione. Infatti, il naturopata è formato per identificare e promuovere i fattori che favoriscono la salute, anche sul posto di lavoro. In secondo luogo, l'approccio olistico, tipico della naturopatia, fa si che il suo intervento prenda in considerazione i molteplici aspetti implicati nella sindrome da burn-out. Ciò significa rinforzare il fisico, restituendo energia e riducendo i sintomi stress-correlati; modulare la risposta emotiva, imparando a gestire la pressione e il loop di pensieri che riducono l'efficienza; riattivare le risorse dell'individuo, recuperando fiducia e motivazione.


Questi risultati si ottengono grazie ai numerosi strumenti che il naturopata ha a disposizione. Per rinforzare il fisico, qualora la correzione dello stile di vita e dell'alimentazione non fossero sufficienti, è possibile ricorrere a rimedi naturali. Preparati fitoterapici, oligoelementi e sali tissutali favoriscono la disintossicazione e la disinfiammazione dell'organismo, aiutando a rimettere in circolo l'energia e la forza vitale. A mio avviso, la precedenza deve essere data al fisico: avete mai provato a fare meditazione o portare avanti un lavoro di concetto quando avete l'emicrania? O quando siete sfiniti da una dura giornata? Se il fisico non ha a disposizione le energie che servono per lavorare sul proprio atteggiamento, non si va da nessuna parte.


Una volta recuperate le forze, inizia il vero lavoro, ovvero la gestione dei pensieri e delle emozioni, in modo tale da limitare il loro impatto negativo sulla produttività. Per ottenere questo risultato, un grande aiuto arriva dalle medicine antiche e dalle tecniche immaginative e meditative che ci hanno lasciato in eredità. Meditando, infatti, è più facile prendere consapevolezza del contenuto dei nostri pensieri e delle emozioni che li accompagnano, imparando ad accettarli e osservarli con maggiore distacco, condizione essenziale per poterli gestire al meglio.


Il maggiore senso di padronanza di sè che scaturisce da questo lavoro, permette di recuperare e potenziare le risorse che rendono ognuno di noi unico nel proprio modo di lavorare. Così facendo, si ritrova motivazione e grinta.


Dall'individuo al gruppo

Ma l'approccio olistico non si ferma all'individuo. Olistico, infatti, significa tutto. Il naturopata, quindi, interviene sulla persona prendendo anche in considerazione l'ambiente e le relazioni che essa vive quotidianamente. Il lavoro individuale permette al singolo di sviluppare una maggiore conoscenza del proprio mondo interiore, favorendo la comprensione empatica dell'altro, in cui è più facile riconoscersi.


Questo aspetto, insieme a consigli per migliorare la comunicazione, contribuisce a creare un clima lavorativo basato sulla collaborazione. La maggiore capacità di gestire pensieri ed emozioni, inoltre, permette di mantenere calma e lucidità anche in momenti di pressione, concentrando l'attenzione sul problema e la possibile soluzione.

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